
Sai realmente cos’è la Fisioterapia Respiratoria?
Se pensi di conoscerla, per 1 minuto fai finta di no e continua a leggere
La Fisioterapia Respiratoria è una branca della fisioterapia relativamente nuova, o almeno per come la si dovrebbe intendere oggi.
Tu cosa penseresti se ti proponessero di fare delle sedute di fisioterapia respiratoria?
Facciamo un gioco:
Immagina di avere la febbre a 40° e di stare a letto per una settimana di fila,
scommetto che ti è capitato almeno una volta… al momento di alzarti dal letto, come ti sentivi ?
Te lo dico io,
spossato, stanco ed affannato, con la voglia di tuffarti nuovamente nel tuo letto.
Va benissimo, ci stà, adesso però prendi questa sensazione e moltiplica per 4 volte:
Immagina, per un qualsiasi motivo di essere in un letto di ospedale, più o meno cosciente, ma incapace di alzarti, collegato a centinaia di fili e tubi,
e così affannato (dispnea in termine tecnico) da non riuscire a trovare riposo nemmeno in un letto “comodo” come quello antidecubito degli ospedali.
Credo che la prima cosa che penseresti sarebbe:
Come fare a tornare alla normalità?
Uno dei problemi più complicati da affrontare dopo un evento così acuto è in assoluto far ritornare alla normalità tutto il sistema cardio-respiratorio.
E tra le soluzioni più “semplici” vi è proprio la riabilitazione respiratoria seguita da un Fisioterapista respiratorio specializzato.
Se io dovessi rispondere alla domanda
Che cos’è la Fisioterapia Respiratoria?
risponderei così:
La Fisioterapia Respiratoria è una delle tante perle della collana della riabilitazione, ma senza di essa la vita dei pazienti ne risulterebbe indubbiamente impoverita.
Ma per rispondere ancora meglio a questa domanda entriamo nel dettaglio.
Prima di iniziare, se ti va, puoi guardare il mio profilo linkedin cliccando nell’immagine qui sotto.
Dove lavora un Fisioterapista della Respirazione?
1) TERAPIA INTENSIVA E RIANIMAZIONE
I reparti di terapia intensiva e rianimazione sono caratterizzati da situazioni simili a quelle descritte sopra:
Ci troviamo davanti pazienti in stato acuto, pazienti con insufficienza respiratoria grave che necessitano mille attenzioni, mille accorgimenti, ed ogni tua mossa può fare la differenza.
Per fortuna i Fisioterapisti Respiratori specializzati sono addestrati ad affrontare questo tipo di situazioni.
Di cosa si occupa un fisioterapista in questo ambiente?
Prima di tutto (questo si fa in qualsiasi ambito) il fisioterapista cerca di comunicare con il paziente e di rilevare tutti i parametri vitali anche utilizzando il Fonendoscopio e le Immagini Diagnostiche (radiografie del torace, ecografie polmonari e diaframmatiche, TC torace, e così via.)
I trattamenti fisioterapici sono molteplici:
1. Favorire la clearance mucociliare (disostruzione)
Enzo, che roba è?
Non spaventarti, è un qualcosa che abbiamo tutti. Non è altro che catarro, prodotto dai nostri polmoni: ogni giorno il nostro polmone produce 100ml di muco.
Per essere chiari, è l’equivalente di una boccetta del tuo profumo preferito, immagina di averlo dentro i polmoni!
Normalmente questo muco intrappola le particelle d’aria cattiva che respiriamo e viene automaticamente eliminato con la tosse e con la deglutizione durante il giorno.
Ma questo non accade nei pazienti acuti presenti in questi reparti che ogni giorno si ritrovano con un bicchiere pieno di muco dentro i polmoni.
Perché?
Per vari motivi legati al singolo paziente ed alle singole patologie, ma principalmente possiamo dire che vi è quasi sempre la presenza di un deficit del meccanismo della tosse, che sia involontario (patologia) o indotto (intubazione, sedazione, etc.)
Quindi cosa fa il Fisioterapista Respiratorio?
Se non è possibile incentivare la tosse del paziente si utilizzano delle sottilissime sonde per l’aspirazione tramite cui si riesce ad entrare in trachea e…
2. Rimuovere tutte queste secrezioni (broncoaspirazione)
al fine di liberare il più possibile le vie aeree dal muco accumulato.
3. Imposta il trattamento fisioterapico di riespansione polmonare (respirazione)
e seguendo tecniche ad-hoc validate dalla letteratura scientifica internazionale fa espandere il polmone e lo mantiene ben ossigenato (ventilato), ma sopratutto:
4. Rieduca il paziente al normale e corretto uso della tosse.
principale meccanismo di difesa delle vie aeree.
Infine, una volta che il paziente è ben ventilato ed “ossigenato”
5. Previene il decadimento fisico ed facilita il recupero muscolare
Riepiloghiamo cos’è la fisioterapia respiratoria in Rianimazione e Terapia Intensiva!

2) RIABILITAZIONE POST-OPERATORIA e POST-ACUTA
E’ il momento della riabilitazione in cui non bisogna demordere,
si è usciti dal lungo tunnel della rianimazione o dell’intervento a cui ci si è sottoposti e si inizia un nuovo percorso in cui è importante prepararsi ed allenarsi al massimo prima di poter uscire dal reparto.
Ci si presenta decisamente più svegli e collaboranti (talvolta) e quindi in questa situazione abbiamo un maggiore margine di miglioramento, grazie anche al fatto che è possibile instaurare un dialogo più aperto tra paziente e fisioterapista.
Dopo aver rilevato i dati ed i parametri vitali, si imposta il trattamento riabilitativo respiratorio che a seconda dei casi è composto di tecniche di disostruzione (quali ad esempio il drenaggio autogeno) e di riespansione polmonare (EDIC).
In questa fare può essere di aiuto importante l’uso dei device respiratori,
avendo un regalino con cui “giocare” ci si sente sicuramente molto più motivati a seguire il trattamento!
Hai presente il giochino delle tre palline colorate? Si chiama Incentivatore di Flusso…
bene, prendilo e buttalo nei rifiuti speciali 🙂
E’ un oggetto antiquato, ormai ben lontano da ogni principio di disostruzione bronchiale.
Piuttosto usa un Incentivatore Volumetrico, come questo a destra:

ovviamente nulla è da buttare, ma in effetti il device a sinistra ha rarissimi utilizzi in ambito riabilitativo (nonostante sia erroneamente il più diffuso!)
Quando i mezzi scarseggiano e bisogna arrangiarsi è possibile utilizzare una bottiglia d’acqua con un tubo. Nel terzo millennio è un po’ antiquata come tecnica, ma se non si hanno altri strumenti…
Tieni bene a mente che ognuno di questi strumenti di cui ti ho parlato ha funzioni e scopi differenti, e non bisognerebbe mai usarli in modo insensato.
Comunque, tornando alla riabilitazione, un altro passaggio fondamentale è riabilitare il paziente alla verticalizzazione e al ripristino dell’autonomia motoria, ovvero aiutarlo dopo tanto tempo a mettersi, prima seduto, in piedi e poi camminare.
Giunti alla dimissione, momento post-acuto per eccellenza, il nostro paziente dovrà continuare con la riabilitazione cardio-respiratoria ed il riallenamento allo sforzo fisico seguito da un fisioterapista specializzato (che sia in ospedale o nel privato).
Riepiloghiamo la riabilitazione respiratoria nel Post-Operatorio e Post-Acuto !

3) FISIOTERAPIA RESPIRATORIA A DOMICILIO
La terapia domiciliare offre svariati vantaggi per il paziente, tra cui il solo fatto di essere a casa ed essere circondato dai propri cari.
Il ritorno a casa rappresenta ovviamente un momento di relax e liberazione.
Ma non dobbiamo confondere il meritato riposo con il dolce non far niente!
è il momento in cui è necessario mantenere e proseguire con una certa costanza il trattamento fisioterapico,
proprio perché vengono a mancare una serie di figure sanitarie che invece erano presenti in ospedale.
I pazienti con patologie respiratorie si trovano spesso e volentieri da soli a casa con deficit polmonari instaurati che quindi rendono il paziente suscettibile a nuovi eventi acuti.
Immaginiamo di trovarci davanti un bambino SMA, ovvero con atrofia muscolare spinale, il nome fa intendere la presenza di problematiche muscolari, giusto?
Sì, è vero.
Ma è altrettanto vero che proprio questi interessamenti muscolari nel tempo, portano il paziente a sviluppare deformità della gabbia toracica e quindi difficoltà respiratorie non da poco.
E’ importante quindi anche qui, come i pazienti post-acuti o post-operati, continuare la terapia anche dopo che l’insulto acuto è stato stabilizzato in ospedale.
Ovviamente ogni caso ed ogni patologia ha differenti sintomi ed evoluzioni, ma in via generale la terapia domiciliare è una procedura che andrebbe applicata quasi a priori, proprio perché in alcuni casi una ignoranza di questa prassi, necessaria e non sostituibile, diventa motivo di ritorno in ospedale.
Ma cosa dobbiamo fare a domicilio, noi Fisioterapisti della Respirazione?
intanto, avere l’attrezzatura di base necessaria che è indissolubilmente formata da: saturimetro, fonendoscopio per l’auscultazione polmonare, sfigmomanometro per accertamenti sulla pressione, eventuali device respiratori (alcuni elencati sopra) come il pallone ambu.
Da qui il trattamento è più o meno simile al post-operatorio, l’importante è avere maggiore accortezza perché non si è più in un ambiente protetto.
Vi potrebbe essere la necessità di gestire i ventilatori del paziente in caso di necessità o ai fini del trattamento,
No, non parlo del condizionatore,
cosa sono?
essenzialmente apparecchi che facilitano la respirazione del paziente, possono essere invasivi o non invasivi, potremmo stare a parlarne per ore.
Un’altra cosa da fare è educare all’auto-trattamento,
non sempre basta il nostro intervento, il paziente deve poter continuare la terapia anche quando non ci siamo.
Infine, come raccomandazione, essere sicuro di aver lasciato il setting in massima sicurezza prima di andare.
Riepiloghiamo cos’è la Fisioterapia Respiratoria Domiciliare !

Per spiegare appieno cos’è la fisioterapia respiratoria ci vorrebbero montagne di libri,
ma spero di aver reso più o meno chiara l’idea di quello che fa un Fisioterapista Respiratorio nei vari ambiti sanitari.
Hai domande da pormi sull’argomento?
Puoi scrivere nei commenti qui sotto o inviarmi una mail !

1) TERAPIA INTENSIVA E RIANIMAZIONE
2) RIABILITAZIONE POST-OPERATORIA e POST-ACUTA
3) FISIOTERAPIA RESPIRATORIA A DOMICILIO
